Cicerchia | AGRIcultura

Cicerchia

La cicerchia ( Lathyrus sativus L.) è un’antica leguminosa da granella simile alla pianta dei ceci, più rustica, coltivata quasi sempre in terreni marginali con scarso livello di tecnica colturale,resiste alla siccità ed alle basse temperature. I semi sono cuneiformi, angolosi, di colore biancastro, marrone-grigiastro o giallo crema. Il peso di mille semi varia da 300 a 500 g. I legumi vengono venduti sfusi o confezionati in sacchetti di diversi formati. 
Prima della cottura necessita di un lungo periodo di ammollo.

La semina avviene generalmente in febbraio - marzo. La cicerchia, come le altre leguminose, non ha bisogno di concimazioni azotate perché possiede i batteri simbionti capaci di fissare l’azoto, né di trattamenti antiparassitari; viene effettuata una sarchiatura per controllare le specie infestanti. In luglio, quando le foglie ingialliscono e i legumi imbruniscono, le piante vengono falciate. Le piante falciate si raccolgono in mucchi e si lasciano per circa una settimana esposte al sole affinché i baccelli completino l’essiccamento. La sgranatura viene eseguita manualmente o mediante macchine. Generalmente al momento della conservazione i semi posseggono 10% di acqua. Le cicerchie vengono conservate in contenitori a chiusura ermetica in luoghi freschi.

E' anche detta "fasul a gheng, cicercola, cece nero, ingrassamanzo, dente di vecchia, pisello quadrato". 

Cesano -Terlizzi, “sagra del pizzarello, delle olive e delle cicerchie”; 
Spinazzola, “Festa dei Santi: festa dei ceci e delle cicerchie”.

fonte: portale tipicipuglia

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Gio, 18/10/2012 - 11:26

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