Fave secche | AGRIcultura

Fave secche

Nei climi miti o non troppo freddi coltivare le fave ha un duplice scopo, avere fave da consumare fresche in primavera o conservare secche per l'inverno, ma soprattutto migliorare il terreno e tenerlo sgombro da erbacce per le colture estive di pomodori, melanzane, peperoni e quant'altro.

La fava, ma sopratutto il favino, una varietà di fava a frutto piccolo, possono essere inoltre utilizzati come ottimo sovescio o granella per animali, ma questo esula un po' dal nostro argomento, la coltivazione ortiva.

Le fave non richiedono molta cura se non una buona rincalzatura specie in zone ventose o soggette a giornate fredde. Le radici delle fave apportano notevole materiale organico nel terreno e con i batteri radicali lasciano un discreto quantitativo di azoto disponibile per le colture successive (0,4 – 0,5 kg/100 mq) Dopo la raccolta dei baccelli gli steli possono essere triturati (basta un piccolo biotrituratore) e vangati nel terreno per un ulteriore apporto di sostanza organica. In alternativa possono finire nel cumulo del compost dove si degradano rapidamente.

Le prime semine si possono fare in ottobre, poi altre a distanza di un mese, per avere un raccolto prolungato nel tempo. Se il clima lo permette è possibile una terza semina, a dicembre. 
Nei mesi freddi non ci sono problemi di afidi, col caldo è facile che le fave siano infestate di afidi neri. Poiché di solito il problema riguarda la parte apicale della pianta, il sistema migliore è quello di spuntare le piante quando la fioritura è avanzata ed iniziano a vedersi le prime piccole fave.
Se non si usano veleni si vedranno ben presto arrivare le coccinelle, grandi predatrici di afidi; anche alcuni uccellini insettivori come le cincie e capinere possono aiutarci a contenere le infestazioni.
E? preferibile non cimare le piante e lasciarle infestare dagli afidi, tanto la produzione di fave non è compromessa più di tanto, mentre invece si moltiplicano le coccinelle, che quando tolgo le fave si spostano sulle altre colture da orto successive, specialmente sui fagiolini.

Le fave per il consumo fresco (fave novelle) vanno raccolte appena si formano i baccelli ed i grani sono grossi come dei fagioli, mangiate con salame, pecorino o semplicemente con un po' di sale. Quando sono più grosse sono ottime lesse e condite con olio e.v. e qualche goccia di aceto balsamico, magari assieme a patate lesse. Io le conservo in freezer già sgranate, per lessarle quando serve un ottimo contorno.

Infine secche, per farle rinvenire in acqua tiepida come ceci e fagioli.

Per la conservazione del seme, ben essiccato all'ombra, convengono sacchetti di carta o scatole di cartone ben sigillate. Occorre controllare periodicamente i semi per prevenire attacchi di tonchio, nel caso di rischio di forti infestazioni le sementi possono essere conservate in freezer.

fonte e approfondimenti: amicidellorto2

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Dom, 01/09/2013 - 09:52

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