Santoreggia | AGRIcultura

Santoreggia

USI

In cucina: le foglie, fresche o secche, si usano con i legumi, nei ripieni, con la carne di maiale, con la selvaggina.

Per curarci: le foglie, fresche o essiccate e le sommità fiorite essic-cate; hanno proprietà toniche, digestive, antisettiche e diuretiche, si dice vincano all’istante il dolore delle punture di insetti.

Domestiche: deodora gli ambienti.

 

CARATTERISTICHE BOTANICHE

Profumo e aroma: le foglie hanno aroma piccante, legger-mente pepato; la specie montana è più forte.Altezza: 30 cm, larghezza 15 cm.

Radice: fibrosa poco profonda.

Fusto: quadrangolare, verde scuro, eretto, ramoso.

Foglie : verde scuro, strette, intere, lunghe 1,2-2,5 cm, larghe 2 mm, opposte.

Fiori: lilla-malva pallido, piccoli, bilabiato-tubolari. Luglio/ottobre.Semi: rotondi, marrone scuro/neri, minuti.

 

COLTIVAZIONE

la santoreggia estiva è coltivata come una semina si effettua all’esterno in aprile-maggio, poi si sfoltisce a 20 cm. I primi geli autunnali, però, le saranno fatali. La santoreggia montana, o invernale, può essere coperto perché ha bisogno di luce per germinare. Va sfoltita come la annua. La specie invernale può essere propagata anche per margotta, tale tenera o divi-sione, all’inizio della primavera. Ambedue le specie gradiscono terreno piuttosto povero, buon drenaggio, e molto sole.

 

Fonte: www.trentingarden.com

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Dom, 10/06/2012 - 11:54

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